Tfr in busta paga: le cose da sapere

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tfr busta paga

Il Tfr in busta paga mensilmente.

L’art.1, co.26, L. n. 190/14, consente al dipendente del settore privato che abbia maturato almeno 6 mesi di anzianità di servizio, di optare per l’erogazione della quota maturata di Tfr in busta paga nel mese. Quella del Tfr in busta paga è un’opzione che i dipendenti devono valutare attentamente per accertarsi che l’operazione sia effettivamente vantaggiosa.

Per quanto tempo mi vincola la scelta del Tfr in busta paga ogni mese?
La scelta del Tfr in busta paga è irrevocabile per tutto il periodo transitorio, cioè dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018. Una volta esercitata l’opzione di erogazione del Tfr mensile in busta paga quindi, la stessa non potrà essere revocata per tutto il corso del periodo transitorio.

Che significa che il Tfr in busta paga viene sottratto alla rivalutazione?
Vediamo cosa significa che il Tfr in busta paga viene sottratto alla rivalutazione. Nel normale regime di maturazione e accantonamento del Tfr, le quote mensili che si sommano vengono rivalutate annualmente in base alle analisi e ai valori rilevati dall’ISTAT. Per dirla in modo semplice, ogni anno viene applicato un tasso di interesse al Tfr maturato che ha la funzione di contrastare la perdita di valore subita nel corso del tempo. Di conseguenza, optando per l’erogazione mensile del Tfr in busta paga, le quote di Tfr erogate mensilmente in busta paga resterebbero escluse dall’applicazione della rivalutazione.

Cosa significa che se viene erogato il Tfr in busta paga ogni mese è assoggettato a tassazione ordinaria?
Vediamo cosa significa che il Tfr in busta paga viene assoggettato a tassazione ordinaria. In regime di accantonamento mensile del Tfr (quindi se non si esercita l’opzione del Tfr in busta paga) il Tfr è assoggettato a tassazione separata. Viene quindi tassato applicando una media delle aliquote vigenti negli anni precedenti in cui c’è stato rapporto di lavoro con il datore presso cui è maturato il Tfr.

In parole povere tanto maggiore sarà l’anzianità di servizio tanto più bassa sarà l’aliquota applicata per tassare il Tfr rispetto a quella dell’anno in corso, semplicemente perché gli anni di servizio più remoti, con le loro aliquote più basse, porteranno giù la media delle aliquote. Al contrario, un lavoratore con un solo anno di anzianità di servizio, avrà una media di aliquote corrispondente all’aliquota dell’anno in corso. Si capisce facilmente come, ad un dipendente con una anzianità di servizio importante, convenga molto meno esercitare l’opzione di erogazione mensile del Tfr in busta paga.

La tassazione del Tfr sarebbe quella ordinaria, e l’aliquota sarebbe quella vigente nell’anno in corso, sensibilmente più alta della sua personale media di aliquote. Il suo Tfr mensilizzato potrebbe essere assoggettato ad un’aliquota marginale supe¬riore, specie nel caso di redditi alti e di mag¬gior anzianità di servizio.

Perché si dice che l’erogazione mensile del Tfr in busta paga conviene di più a chi ha i redditi bassi?
Non sempre è vero, ma è molto probabile che l’erogazione mensile del Tfr in busta paga convenga in caso di lavoratori che percepiscono basso reddito. Considerare il Tfr in busta paga come retribuzione ordinaria infatti significa anche poter applicare le detrazioni da lavoro dipendente e per familiari a carico. Le detrazioni sono una sorta di sconto sull’imposta che bisogna pagare sui redditi percepiti.

Il calcolo delle detrazioni, in presenza di redditi bassi (magari quelli dei lavoratori part-time o di soggetti con numerosi carichi familiari) può generare in alcuni casi l’annullamento dell’imposta. Vi sono infatti redditi sotto i quali l’Irpef non è dovuta. Tuttavia, se le detrazioni mensili sono pari a 100 € e l’imposta da pagare potenzialmente è di 80 €, le detrazioni annullano l’imposta ma non vengono utilizzate appieno. Né vengono corrisposte le 20€ restanti.

Ai lavoratori rientranti in questi casi può convenire l’erogazione mensile del Tfr in busta paga e la conseguente applicazione della tassazione ordinaria, in quanto le restanti 20 € a titolo di detrazione (nell’esempio appena esposto) possono essere utilizzate come sconto sull’imposta dovuta per l’erogazione del Tfr in busta paga.

In conclusione va detto che le situazioni personali quindi possono essere tante e molto differenti l’una dall’altra. Tuttavia, dall’esame delle pratiche sottoposte alla nostra attenzione fino a questo momento, ci sentiamo di consigliare l’erogazione mensile del Tfr in busta paga solo a chi non riesca a far fronte ogni mese alle spese necessarie. L’unico a guadagnarci veramente è il Fisco, che registrerà immediatamente un aumento dell’Irpef incassata.

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